lunedì 12 settembre 2016

Lo zero spin

Il  Dr.Richard LeFors Clark ci lascia in eredità un'importante osservazione. Nel centro di ogni campo magnetico, esiste un punto di “trasferimento di energia a zero-spin”. Perché l’intera parte esterna del campo ruoti, deve cambiare direzione nel centro. Questo significa che se avete un vortice che gira in senso orario al Polo Nord, avrete una rotazione antioraria al Polo Sud. Nel centro non c’è rotazione. Questa area di trasferimento energetico a spin-zero viene anche chiamata “Bloch Wall” e il Dr.LeFors Clark la associa con gli effetti antigravitazionali. Lo spin come sappiamo è la rotazione eterica che si comprime ruotano, l'assorbimento di questa rotazione crea delle onde in fase che producono il campo elettromagnetico. Un altro ricercatore che ci ha dato prove di questo fenomeno è Keely che lo ha chiamato centro neutrale. Nello studio del dr Dmtriev vengono definite sfere di luce o dominio del vuoto i fenomeni naturali dove l'elettromagnetismo e la gravità funzionano insieme.  Tutti gli studiosi comunque concordano che tale centro a zero spin sia fondamentale per il bilanciamento delle forze eteriche in gioco nell'universo, e sia il vero unificatore di tutte le forze. La compressione che giunge al centro è talmente elevata da creare la massima densità eterica possibile. Questo in accordo con quanto da noi elencato funziona da massima compressione informativa raggiunta e la massima coerenza distributiva. In questo punto non può esserci resistenza o movimento quindi c'è totalità in quando il movimento di rotazione è sospeso e la gravità non esiste.  Il concetto di spazio, materia, tempo, elettromagnetismo sarebbero illusori rispetto al centro di punto zero e quindi tale centro è ovunque e in nessun luogo allo stesso tempo. Questo può confondere però ci rimane da rispondere a due quesiti ancora, perché si produce una sfera di luce, e come si fa a trovare ovunque. Il paragone più semplice per spiegare l'effetto di ubiquità nella grande unificazione è un mare di energia punto zero dove tutto è contenuto. In questo caso le spiegazioni sarebbero più intuitive perché  basterebbe immaginare la fine di un vortice come il famoso buco nero come l'annullamento di qualsiasi polarizzazione eterica e lo scioglimento nella totalità. In effetti gli studiosi russi hanno dimostrato che il dominio del vuoto appare come sfera di luce e rappresenta un vero è passaggio di energia eterica tra confini densi di etere sotto pressione. Una sorta di buco o finestra, una porta verso questo campo di totalità. L’energia pulsa costantemente dentro e fuori dal centro in modo cosi rapido che non potremmo mai rilevare le volte in cui l’energia dell’Universo si concentra totalmente nel centro, questo aiuta a comprendere come la fisica dei micro buchi neri attualmente spiegata da Haramein possa funzionare. Il concetto di luce viene prodotto dalla pressione delle onde di campo che vengono riassorbite o emanate dal centro di punto zero. Il meccanismo del toroide dove le onde vengono continuamente riportate al centro così ritorna in auge.


L’energia di tutto nell'universo si comprime costantemente dentro per poi uscire da questo singolo “punto” di Unità ad una velocità molto più rapida di quanto sia percepibile dai nostri corpi fisici. Questa respirazione continua di riassorbimento ed emanazione è un gioco costante che produce diversi livelli di ologramma e il concetto di movimento. Già Ighina fabbricò una macchina che imitava le pulsazioni del Sole che dava l'impressione che le ombre si muovessero. In effetti la compressione dell'etere in sezione aurea ha un limite oltre il quale supera la velocità della luce di 1,6 volte, Questa misurazione del tunnel quantistico ci dona il dato necessario per capire come funziona. La compressione di campo che diventa costruttiva grazie alla lunghezza della sezione aurea accelera creando la gravità fino a che si rifonde nel nucleo dove produce una sfera di luce toroidale prima di smettere di ruotare. Ne emerge un universo totale dove questo campo unificato ondeggiante assume diverse lunghezze per essere riassorbito. Le diverse velocità e dimensioni di queste onde vengono chiamate luce, elettricità e gravità. Il problema dunque è stato capire che queste onde siano composte dalla stessa sostanza unificata.