domenica 1 agosto 2021

Cambio d'era una prospettiva sottile.........




L’ Effetto Flynn è uno strano fenomeno che descrive l’aumento del punteggio del quoziente intellettivo medio ( QI medio mondiale ), in tutto il Mondo. Il nostro QI cambia di generazione in generazione.

Lo studio eseguito negli anni 80, effettuato dal professore di Studi Politici neozelandese James R. Flynn, ha rilevato che nel corso degli ultimi 60 anni, i punteggi del quoziente intellettivo dell’umanità è aumentato da quando sono disponibili i dati dei test del quoziente d’intelligenza!

I paesi presi in esame per le prove sono stati: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Gran Bretagna, Canada, Cina, Danimarca, Germania dell’Est, Francia, Israele, Giappone, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Irlanda del Nord, Norvegia, Svezia, Svizzera, Stati Uniti d’America, e la Germania Ovest.

Sebbene l’effetto Flynn sia stato studiato attentamente, ancora oggi una spiegazione precisa del perché l’intelligenza generale sia aumentata, non si trova, finchè non si studia il naturale cambio di densità eterica nel sistema solare. Infatti questo cambiamento influisce sulla biologia e sulla mente grazie alla complessità di ripiegamento del fotone. 

Masson ha indicato la modalità di come il tempo sia una struttura armonica che ripete schemi geometrici.Il perché, esattamente, la quantità di tempo in cui si dipanano gli eventi si incrementi secondo un fattore sette non è ancora ben compreso; ma ci sono delle interessanti qualità armoniche nel numero 7, compreso il fatto che la Costante di Nineveh è 70 moltiplicato sette volte per 60.

 

Un altro punto arcano che potrebbe avere un significato si osserva nell’icosaedro. Prima, si assegna una lunghezza unitaria ad ogni lato dell’icosaedro. Poi se si disegna una linea da ognuno dei dodici vertici dell’icosaedro verso il punto centrale, quella linea interna sarà lunga 0,695, rispetto alla lunghezza di ogni linea esterna, e quel numero è molto vicino ai sette decimi.

 

Indipendentemente da come questo viene fatto, altri con una conoscenza storica dovrebbero essere facilmente in grado di replicare questa ricerca nel presente. Pare che un paragone di Roma nei tempi moderni sia particolarmente utile: e altrove Masson ha realizzato una connessione diretta tra l’Imperatore Catone di Roma e la politica di quell’epoca, e il Presidente Carter degli USA e gli eventi avvenuti a quel tempo.


Eventi legati al tempo possono iniziare ad essere visti come un cambio geometrico nella rotazione di campo.

Ciclo di 25.920 anni: Grande Ciclo Solare Precessionale, che demarca le nostre grandi ere della civiltà umana.

Ciclo di 12.960 anni: divisione Maggiore delle ere all’interno di ogni ciclo.

Ciclo di 5.200 anni: Calendario Maya

Ciclo di 3.440 anni: Ciclo di cambiamento delle Macchie Solari

Ciclo di 2.160 anni: Ciclo di una civiltà o di una religione; un’era Zodiacale o passaggio precessionale da una costellazione zodiacale a quella successiva.

Ciclo di 1.080 anni: Il ciclo degli imperi e delle civiltà, che si oppone a quello creato nel ciclo di 2.160 anni.

Ciclo di 720 anni: Ciclo dei cambiamenti spirituali.

Ciclo di 539 (dal ciclo biblico 7x77) o 540 anni: Movimenti di massa delle popolazioni.

Ciclo di 360 anni: Ciclo dei cambiamenti di regime e della ideologia interna.

Ciclo di 288 anni: Ciclo di nuova creazione nella società, scoperto dal fisico Tony Smith

Ciclo di 180 anni: Ciclo di cambiamento politico dei regimi.

Ciclo di 22 e 11 anni: Ciclo delle macchie solari, determina il posizionamento di eventi prima e dopo i loro massimi negli altri cicli.

Una correlazione dunque tra l’evoluzione umana e i cicli del tempo geometrico legati alla densità possono dunque spiegare i nuovi modelli di coscienza che stanno emergendo all’interno del mondo e che richiedono un cambiamento senza precedente.

Questi cambiamenti se non accettati e ristretti o controllati portano naturali momenti di difficoltà societaria e di difficoltà comportamentale. 

Aumento dei disturbi cognitivi


cambiamento del sistema solare


Spostamento asse terrestre

mercoledì 12 maggio 2021

Portali energetici o punti x una ricerca della Nasa ne conferma l'esistenza.

 


Uno dei temi preferiti della fantascienza è "il portale", un'apertura straordinaria nello spazio o nel tempo che collega i viaggiatori a regni lontani. Un buon portale è una scorciatoia, una guida, una porta verso l'ignoto.  Ora si scopre che esistono e un ricercatore finanziato dalla NASA presso l'Università dell'Iowa ha capito come trovarli. "Li chiamiamo punti X o regioni di diffusione di elettroni", spiega il fisico del plasma Jack Scudder dell'Università dello Iowa. "Sono luoghi in cui il campo magnetico della Terra si collega al campo magnetico del Sole, creando un percorso ininterrotto che porta dal nostro pianeta all'atmosfera del Sole a 93 milioni di miglia di distanza". Le osservazioni della sonda spaziale THEMIS della NASA e delle sonde europee a grappolo suggeriscono che questi portali magnetici si aprono e si chiudono dozzine di volte al giorno. Si trovano tipicamente a poche decine di migliaia di chilometri dalla Terra, dove il campo geomagnetico incontra il vento solare impetuoso. La maggior parte dei portali sono piccoli e di breve durata; altri stanno sbadigliando, vasti e sostenuti. Tonnellate di particelle energetiche possono fluire attraverso le aperture, riscaldando l'atmosfera superiore della Terra, innescando tempeste geomagnetiche e accendendo luminose aurore polari. Un solo problema: trovarli. I portali magnetici sono invisibili, instabili e sfuggenti. Si aprono e si chiudono senza preavviso "e non ci sono indicazioni per guidarci", osserva Scudder. In realtà, ci sono segnali stradali e Scudder li ha trovati.

 

Scudder ha definito questi fenomeni "punti X". Dopo che la teoria di Scudder è stata esaminata dalla NASA, hanno fatto volare un veicolo spaziale robotico in uno di questi punti magnetici che hanno rivelato che il punto X aveva il potenziale per trasportare oggetti direttamente nell'atmosfera del Sole. La distanza dalla Terra al Sole è misurata come un'unità astronomica (UA) o 93 milioni di miglia di distanza. Questa scoperta è stata rivoluzionaria perché ha messo in dubbio la nostra comprensione della fisica conosciuta e ha aperto la porta alla comprensione della relazione tra tempo e spazio. Studiando le relazioni geometriche tra i pianeti e il campo gravitazionale della Terra scritti in questo sito è possibile capire come ci sia un probabile portale x tra tutti i pianeti del sistema solare e che la loro configurazione spaziale porti cicli di influenza energetica anche sul campo biologico dell’individuo.

Qui , qui e qui alcuni approfondimenti.

Antichi siti in tutto il pianeta avrebbero potuto servire e agire ancora come punti X che trascendono il tempo e lo spazio. Potrebbe essere stato possibile che questi punti X sulla superficie terrestre siano stati utilizzati migliaia di anni fa da antiche civiltà?

Ci sono molte antiche tradizioni che descrivono luoghi in tutto il mondo dove si può viaggiare da un luogo all'altro del mondo. Molte culture si riferiscono anche a un sistema di reti energetiche che abbraccia la Terra. Nell'antico testo cinese, sono conosciuti come linee di drago. In Sud America, gli sciamani si riferivano a loro come linee spirituali. Gli antichi aborigeni dell'Australia li chiamavano linee di sogno.

 


 Siti come Gobekli Tepe , Machu Picchu, Giza e Stonehenge sono legati all'ipotesi dell'antico portale perché sono stati costruiti sopra quello che verrebbe segnalato come un sistema di griglia terrestre, che è collegato alla più grande rete elettromagnetica del cosmo.

Probabilmente le antiche civiltà erano molto consapevoli di questi effetti di campo e li usavano come tecnologia.

sabato 8 maggio 2021

Il Sole si risveglia? impara a meditare....

 

La nuova macchia solare AR2822 è esplosa il 7 maggio, producendo un bagliore solare di classe M3.9 - uno dei più forti bagliori del giovane Ciclo solare 25. Il Solar Dynamics Observatory della NASA ha registrato l'esplosione vicino al lembo nord-orientale del sole.

 


 

 L'onda d'ombra che emerge dal sito dell'esplosione è uno " tsunami solare ": un'ondata di plasma magnetizzato caldo alto circa 100.000 km che corre lungo la superficie del sole a 250 km / s (560.000 mph).

 

Un impulso di raggi ultravioletti e X dal bagliore ha ionizzato la parte superiore dell'atmosfera terrestre. Questo, a sua volta, ha causato un blackout della radio a onde corte nel Nord America. I radioamatori e i marinai potrebbero aver notato strani effetti di propagazione a frequenze inferiori a 30 MHz, con alcune trasmissioni inferiori a 15 MHz completamente estinte.

 

Mentre era in corso il blackout radio, il sole, ironia della sorte, ha prodotto una forte scarica radio a onde corte. L'astronomo Thomas Ashcraft ha sentito un ruggito di elettricità statica emergere dall'altoparlante del suo radiotelescopio nelle zone rurali del New Mexico.


Radio burst



Dopo un lungo minimo solare un brillamento M3.9 potrebbe indicare l’inizio del ciclo 25?

Oltre a tutto il resto, l'esplosione ha scagliato un CME nello spazio. Le immagini in paragrafo del paragrafo dall'Osservatorio solare ed eliosferico (SOHO) riveleranno se esiste una componente diretta dalla Terra. Stiamo ancora aspettando l'arrivo di quei dati, quindi resta sintonizzato per gli aggiornamenti.

L'organismo umano è collegato energeticamente alla terra tramite interazioni elettromagnetiche nella gamma delle frequenze estremamente basse (ELF). Queste frequenze interagiscono con il sistema globale tramite le  risonanze di Schumann , che vanno da 7,83 Hz fino a 39 Hz. Il corpo umano, in particolare il cuore e il cervello, risuona alla stessa gamma di frequenze, misurata da un ECG e da un EEG.


Risonanza di oggi 8/5/2021

 Il cuore è un  oscillatore piezoelettrico a cristalli liquidi  che produce forti impulsi elettromagnetici, che sono governati o attenuati dal cervello, irradiandosi verso l'esterno fino a 9 metri dal corpo. Per indurre stati mentali coerenti (di solito attraverso la meditazione e / o il canto, il suono, lo yoga o il qi gong), la mente può focalizzare le energie del cuore in un campo coerente che è in grado di interagire o "collegarsi" con il campo globale.

Il Dr. Michael Persinger ha condotto una ricerca sulla mente globale, postulando che il campo geomagnetico, a causa delle gamme di frequenza di Schumann, ha il potenziale per collegarsi con la mente umana, consentendo di "immagazzinare" le informazioni nel campo terrestre. È stato in grado di dimostrare storicamente che durante i periodi di bassa attività geomagnetica, gli individui sperimentavano una maggiore cognizione spontanea o ricevevano download telepatici. Al contrario, durante i periodi di elevata attività geomagnetica, i download telepatici sono diminuiti.

Tuttavia una adeguata preparazione consente di attraversare le perturbazioni energetiche in caso di tempesta geomagnetica in maniera tranquilla e aperta….

Il campo geomagnetico è il più grande campo sulla terra, immergendo tutti gli esseri viventi e gli esseri umani all'interno di un campo magnetico coerente. Tramite il principio di  trascinamento o sincronizzazione , governato dalla risonanza simpatica elettromagnetica, le informazioni all'interno di una mente umana possono essere "caricate" nel campo geomagnetico, che può quindi essere "scaricato" ad altre persone e avere effetti stabilizzanti su qualsiasi corpo elettrico. Maggiore è la coerenza dell'individuo, maggiori sono le probabilità che informino il campo geomagnetico. Maggiore è la coerenza del campo geomagnetico, maggiore è la probabilità che le informazioni possano essere condivise tra gli individui.

Con individui con un campo coerente le tempeste geomagnetiche rappresenterebbero un integrazione naturale del campo solare. Durante i periodi di elevata attività geomagnetica, il campo elettromagnetico dell'organismo umano si disconnette dal campo geomagnetico, il che ha l'effetto di isolare ogni sistema dagli altri sistemi. Questa diventa un’occasione per revisionare i propri temi mentali….

Quando le persone si prendono il tempo per rendersi mentalmente ed energeticamente coerenti, attraverso tecniche di meditazione, mentre visualizzano o pregano anche per la pace, possono verificarsi vari tipi di effetti di stabilizzazione.

Meditare nella natura o essere circondati da materiali naturali, come una casa di legno o una grotta, aumenta la coerenza bioelettrica, rafforzando la capacità di un individuo di influenzare altri sistemi. Al contrario, il tentativo di collegarsi al campo terrestre dall'interno di una struttura artificiale "morta" ridurrà gli effetti di inclusione energetica.

 Meditare in stretta vicinanza con altre persone, in particolare dopo aver  abbracciato ogni persona per almeno 20 secondi , aumenterà la coerenza cervello-cuore dell'individuo. Questo effetto si trasferisce anche ai gruppi, una sorta di sintonizzazione energetica che aumenta gli effetti di incorporamento di energia sopra menzionati. La meditazione di gruppo, dopo la sintonizzazione, ha un impatto maggiore rispetto alle meditazioni individuali.

domenica 11 aprile 2021

Speciale : relazioni geometriche e gravità quantistica una nuova visione della realtà con effetti quantistici su scala macroscopica...




Synergetics

 Buckminster Fuller, durante la sua ricerca per comprendere il "sistema di coordinate della natura", che infine ha chiamato Synergetics, ha osservato che quelle che chiamiamo forme geometriche sono in realtà solo "eventi energetici" che si articolano geometricamente come vettori di energia ed entrano in coerenza risonante. La disposizione di vertici (punti di incrocio) che definisce le forme strutturali che conosciamo è adottata per facilitare la percezione di tutte le forme, viste come strutturali-geometriche, flussi toroidali o schemi di campo, come interazione tra eventi energetici in un mezzo. Tutte le interazioni energetiche che creano forme geometriche (che siano o meno davvero strutturali), possono essere viste come sistemi di tensione dinamica, eventi energetici multipli tenuti in relazione risonante dall'attrazione elettromagnetica che hanno tra loro e che crea una integrità tensionale della forma, chiamata tensegrità.

La tensegrità risulta essere la dinamica energetica fondamentale che lega gli atomi in molecole, le molecole in materia e sta alla base delle strutture delle membrane, dei sistemi muscolo-scheletrici di umani ed animali, delle dinamiche gravitazionali celesti e molto altro. Questa interrelazione simmetrica è indicativa dell'apparente natura incorporante del cosmo frattale-olografico. La notevole relazione del rapporto Phi che si trova in queste forme gioca un ruolo onnipresente nel cambio di scala frattale della natura dello spaziotempo, nelle sue espressioni primarie della struttura, del flusso e dello schema di campo.

Il Vector Equilibrium trovato da Fuller è la disposizione energetica e geometrica primaria nel cosmo, più appropriatamente detto "sistema" e non “struttura”, in quanto possiede facce quadrate instabili e quindi non-strutturali. Dato il suo ruolo primario nelle forme basate su vettori del cosmo.

In pratica Fuller ci sta dicendo che le energie presenti nel cosmo si organizzano secondo vettori e distanze geometriche preferenziali inquadrate in un campo di sistema organizzato geometricamente.

L'aspetto fondamentale del VE da capire è che, essendo una geometria dell'equilibrio assoluto in cui tutta la fluttuazione (e quindi il differenziale) cessa, è concettualmente la geometria di quello che viene chiamato campo di punto-zero o campo unificato, detto anche "vuoto" dello spazio. Perché per qualsiasi cosa si manifesti nell'universo, sia fisicamente (energia) che metafisicamente (coscienza), è necessaria una fluttuazione nel campo unificato, grazie alla quale si manifestano i campi quantistici e dello spaziotempo, osservabili e misurabili. Prima di questa fluttuazione, il campo unificato esiste come puro potenziale e, secondo la teoria fisica contemporanea, esso contiene un'infinita quantità di energia.

Essendo una geometria con vettori identici e identici angoli di 60°, è possibile estenderne la disposizione in equilibrio all'infinito verso l'esterno dal punto centrale del VE, producendo la cosiddetta Matrice di Vettori Isotropica (IVM). Isotropica significa "sempre la stessa", Vettore significa "linea di energia" e Matrice significa "schema di linee d'energia". È questa matrice di vettori isotropica che può essere vista come geometria infinitamente presente in tutte le scale e in perfetto equilibrio del campo unificato di punto zero. Ogni punto in questa matrice è un potenziale punto centrale di un VE, attorno al quale può nascere una condizione di fluttuazione dinamica e manifestarsi.

Altro modo per derivare la geometria del VE, è usare 13 sfere dello stesso diametro. Usando una sfera come punto centrale, si possono assemblare dodici sfere attorno a questa sfera "nucleo". Dato che il diametro è lo stesso per tutte le sfere, i centri di ognuna di esse saranno equidistanti da quelli vicini, incluso quello centrale. Le linee che connettono i loro centri sono i vettori del VE. Dato che è un gruppo di 12 sfere attorno a una centrale, ci si può riferire alla geometria del VE come a un sistema 12-attorno-a-1.

Quindi considerare questo sistema quando si esaminano le relazioni cosmometriche dei sistemi in base 12, come la scala musicale a 12 toni, lo zodiaco astrologico e i settori delle occupazioni umane.


Il vettore equilibrio studiato da Fuller possiede l'abilità di "collassare" all'interno, tirando verso il suo centro dodici punti esterni, simmetricamente.

Nel farlo passa dal suo stato di equilibrio perfetto (fase zero) a uno spin dinamico che può contrarlo in direzione oraria ed antioraria. Quando contratto ed espanso alternativamente nelle due direzioni, esibisce un "pompaggio" dinamico che Fuller chiamava jitterbug. È grazie a questo movimento jitterbug del VE, che l'intero universo si manifesta e che le cinque forme platoniche nascono come fondamenta di tutta la geometria strutturale nel cosmo.

Il campo unificato possiede un potenziale energetico e creativo infinito. Questo potenziale non viene sfruttato finché non viene introdotto un impulso che sposta l'equilibrio del vettore isotropico della matrice. Quando ciò avviene il campo collassa, e una piccolissima quantità dell'infinita energia del campo entra in una dinamica polarizzata di rotazione, differenziale, forma e moto.

Un evento energetico locale è emerso dall'altrimenti invisibile e non-misurabile campo unificato (un evento energetico locale come un fotone, un elettrone, un protone e di complessità superiore, fino alla scala macroscopica dei gruppi galattici). Una volta nato l'evento energetico locale, si crea una tensione dinamica tra il suo centro (il suo "centro gravitazionale" locale) e quelli in prossimità, quando la forza contrattiva del campo collassato "tira" il campo circostante e il centro di ogni evento cerca di tirare gli altri verso di sé. Quando nasce un sistema stabilizzato di tali punti, si crea una forma di "tensegrità" geometrica ed energetica.

Le contrazioni jitterbug del vettore equilibrio come mostrato da Fuller darebbero così origine a tutte le forme geometriche platoniche presenti nel cosmo (massa, momento angolare, spin, carica, ecc.).

Nel ruotare verso l'interno, il moto jitterbug del VE crea un differenziale di densità energetica (pressione, carica elettromagnetica), che mette in moto un flusso a doppio vortice che crea la forma di un toroide. Il pompaggio del jitterbug sostiene questa forma toroidale in uno scambio ritmico e bilanciato di energia che fluisce attraverso il sistema manifesto. Da una prospettiva frattale-olografica è questa dinamica fondamentale che agisce in ogni scala, prima espressa come fotoni, quindi particelle subatomiche che poi si aggregano in gruppi di atomi, che formano composti e poi cristalli, minerali, cellule e organi e interi organismi come alberi, animali, uomini, ecosistemi, atmosfere, pianeti, stelle e galassie. A ogni scala la dinamica del flusso toroidale è attiva finché è mantenuta la coerenza dell'energia manifesta. Una volta persa la coerenza (con l'energia dissipata o a causa di fattori interni ed esterni), la forma toroidale non sarà più stabile e tornerà in uno stato di equilibrio dinamico. Un buon esempio è l'apparizione e la scomparsa di vortici in un flusso d'acqua.

Un “toro” è costituito da un asse centrale con un vortice a entrambe le estremità e un campo coerente circostante. La più semplice descrizione della sua forma generale è quella di una ciambella: ad esempio, un anello di fumo in aria o un anello di bolla in acqua sono entrambi a forma di ciambella. Oppure una mela o un'arancia, che sono entrambe delle forme toro, sono più apertamente sferica. Piante e alberi mostrano lo stesso processo di flusso di energia, ma presentano una grande varietà di forme e dimensioni. Uragani, tornado, campi magnetici intorno pianeti e stelle, intere stelle e galassie, sono tutti sistemi energetici toroidali. Estendendo questa osservazione della presenza costante di questo modulo flusso nel regno quantico, si può ipotizzare che strutture e sistemi atomici siano fatti dello stesso modulo dinamico.

Il dr. Buckminster Fuller ha creato le basi teoriche che preparano la via per combinare 60 differenti atomi di carbonio insieme, formando ciò che sembra una palla da calcio. Viene chiamato Carbon-60 o “Fullerene”.

Fullerene

Un gruppo di scienziati ha fatto un esperimento in cui hanno sparato il “fullerene” contro un muro come un proiettile. Hanno quindi messo due fessure verticali ai lati del bersaglio sul muro dove il proiettile doveva colpire. Il fullerene ha colpito il muro ed è stato misurato che è passato in entrambe le fessure allo stesso tempo, come un’onda. È andata ancora meglio. Quando l’onda è passata attraverso le fessure, il fullerene si è auto-ricostruito nella forma originale. Questo è stato fatto coi fullereni carbonio-60 e carbonio-70; più atomi di carbonio aggiungiamo, più la “palla” cresce. Una passaggio di fase tramite il meccanismo jitterbug è un ottima spiegazione a questo comportamento.

David Hudson ha semplicemente scaldato un microcluster di iridio a 800 gradi celsius producendo un effetto di transazione similare, dove i clusters si risvoltano. Quando accade, il microcluster di iridio diviene invisibile e perde tutto il peso su scala Hudson. Raffreddiamo lo spazio dove si trovava il microcluster e la massa ritorna. La temperatura è vibrazione: i microcluster sono talmente armonici che, solo scaldandoli oltre un certo punto, la pressione si alza e li risvolta dentro/fuori.

David Hudson, nei tardi anni ’70 scoprì una sostanza che avrebbe finito per trasformare i microcluster in una miniera d’oro nelle sue mani. Hudson spese parecchi milioni di dollari per analizzare e testare in diversi modi queste sostanze misteriose, e nel 1989 giunse a brevettare la sua scoperta dei microcluster chiamandoli Orme.

Secondo Hudson nell’acqua di mare si troverebbe una varietà sconfinata di tutti i metalli che formano i microcluster sopra menzionati. In maniera ancor più sorprendente, Hudson afferma che questi elementi potrebbero essere presenti sulla Terra allo stato di microcluster in quantità di più di 10.000 volte superiore che non nella loro comune forma metallica. La ricerca di Hudson dimostra che questi microcluster di metalli si trovano in molti sistemi biologici diversi, comprese molte varietà di vegetali, e che essi possono arrivare a costituire fino al 5% in peso di materia cerebrale di un vitello. Inoltre, tali microcluster agiscono come superconduttori a temperatura ambiente, possiedono qualità superfluide e levitano in presenza di campi magnetici, dal momento che nessuna forza magnetica è in grado di penetrare attraverso i loro gusci esterni.

 

Per entrare a fondo in questi concetti bisogna capire che la geometria è una forma di vibrazione di un fluido.

Effetto tunnel

In fisica l'effetto tunnel, sperimentato nella liberazione di un atomo attraverso una barriera arbitrariamente alta di energia potenziale, è stato sempre fonte di discussione, ma comprendendo le misure che la sezione aurea dà a una qualsiasi onda di campo è facile intuire come tutto sia strutturato in tunnel e che tali tunnel possono accelerare, cambiando conseguentemente la densità della materia contenuta.

Consideriamo innanzitutto una corda legata a entrambe le estremità di lunghezza L. Se pizzichiamo questa corda essa vibra creando onde stazionarie, cioè onde che non si muovono avanti e indietro attraverso la corda ma rimangono stabili in un posto. In particolare i punti della corda che rimangono fermi sono detti nodi, mentre i punti di massima ampiezza dell’onda sono detti antinodi. I nodi che si formano in ogni tipo di onda stazionaria saranno sempre distanziati uniformemente l’uno dall’altro, e la velocità della vibrazione determinerà quanti nodi si formeranno.

In due dimensioni usando un oscilloscopio per far vibrare un "piatto di Chladni" si osserverà come i nodi formano figure geometriche come il quadrato, il triangolo e l’esagono. Questo esperimento è stato ripetuto molte volte dai Dr. Hans Jenny, Gerald Hawkins e altri. Gerald Hawkins è stato il primo a stabilire matematicamente che tali forme geometriche inscritte nei cerchi fossero proprio relazioni musicali.

Gli allievi di Buckminster Fuller e del suo prediletto prof. Hans Jenny hanno escogitato esperimenti ingegnosi per mezzo dei quali mostrare come i solidi platonici si formino all’interno di una sfera vibrante/pulsante.

Nell’esperimento condotto dagli studenti di Fuller, un palloncino sferico viene immerso nella tintura e fatto pulsare con frequenze sonore pure, conosciute come rapporti sonori “diatonici”. Un piccolo numero di nodi equidistanti si formano sulla superficie della sfera, così come le sottili linee che li connettono l’uno all’altro. Se appaiono quattro nodi equidistanti, vedremo un tetraedro. Sei nodi equidistanti formano un ottaedro. Otto nodi equidistanti formano un cubo. Venti nodi equidistanti formano un dodecaedro, e dodici nodi equidistanti formano un icosaedro. Le linee rette che vediamo su questi oggetti geometrici rappresentano semplicemente la tensione creata dalla “distanza più breve tra due punti” nel momento in cui ognuno dei nodi si distribuisce sull’intera superficie della sfera.

Modello toroidale

Ora la natura sembra appoggiarsi a un modello ricorrente per l'evoluzione della vita in tutte le scale; il toroide, un vortice di energia a forma di ciambella, è una superficie continua con un foro. L'energia fluisce da una estremità, circola attorno al centro e fuoriesce dall'altra parte. Questo schema è presente negli atomi, nelle cellule, nei semi, nei fiori, negli alberi, negli animali, negli umani, negli uragani, nei pianeti, nelle stelle, nelle galassie e persino nell'intero cosmo. Il toroide è il modo in cui la natura crea e sostiene la vita e può servire come modello della sostenibilità.

Lo scienziato e filosofo Arthur Young ha spiegato che un toroide è l'unico modello di energia o dinamica che può auto-sostenersi ed è fatto della stessa sostanza che lo circonda, come un tornado, un anello di fumo nell'aria o un vortice nell'acqua. Molte dinamiche toroidali contengono due toroidi, detti "tori": uno si muove a spirale verso il polo nord e l'altro in direzione opposta verso il polo sud. Questo viene anche chiamato "effetto Coriolis". Esempi sono l'atmosfera sulla Terra e il flusso di plasma del sole.

Perché lo schema appaia in ogni scala, deve esistere un modo in cui gli organismi possano crescere mantenendo proporzione tra le loro parti. Esiste un vortice a spirale in natura a questo scopo: si chiama spirale phi e può essere vista in qualsiasi cosa prenda forma, da piccole felci a gigantesche galassie.

Unendo il toroide al vettore equilibrio ideato da Fuller e alle onde phi emerge una chiara evidenza di come un’energia pulsante crei forme proporzionali in tutte le strutture.

David Thomson e Jim Bourassa hanno fondato il Quantum AetherDynamics Institute e stanno sviluppando indipendentemente un modello eterico che integra meccanica quantistica, teoria della relatività e teoria delle stringhe. Il modello descrive la materia come vortice subatomico, un tornado nell'etere. Lo chiamano Toroidal (A) Aether Unit (TAU). Quando combinati in configurazioni sferiche formano il nucleo e i gusci degli elettroni dell'atomo. La Quantum AetherDynamics dice che l'etere ha proprietà sia meccaniche che elettromagnetiche. La proprietà meccanica è quella che dà massa alla materia, è il momento angolare dell'energia eterica rotante. La massa è semplicemente l'inerzia creata dai vortici eterici.

Ginzburg asserisce che un oggetto diviene “campo puro” quando la sua velocità si avvicina a quella della luce. In ogni caso, risulta piuttosto evidente che ci sono differenti livelli vibratori dell’etere trovati indipendentemente da scienziati come Mishin, Aspden, Tesla e Keely. In queste scoperte è sempre più evidente che la materia è un flusso stabile che emerge dall'etere e si configura in geometrie platoniche.

Negli anni ’60 cercando di mettere ordine nel mondo delle particelle che possiedono interazioni nucleari forti, come i protoni e i neutroni, chiamate adroni. Raggruppando infatti queste particelle in base alle loro caratteristiche e distribuendole su un piano cartesiano con assi scelti in modo opportuno, emerge un ordine che è manifestazione di simmetrie profonde della natura. Gell-Mann, ebbe l'idea di classificare gli adroni usando la loro carica elaborando il modello dell'ottetto dove tutte le particelle e/o le risonanze appartengono all’ottetto o ai multipletti che si ottengono combinando tra loro gli ottetti seguendo regole analoghe a quelle con cui si sommano i momenti angolari. In pratica quando una struttura atomica viene frantumata emergono brevi piste di particella con una geometria particolare rilevate in un'analisi a traccia di vapore. Gell-Man fu il primo a scoprire un modello unificato che mostrasse come tutte queste proprietà geometriche differenti fossero correlate, e lo chiamò Eightfold Way.

Johnson dice che i “quark” vengono rilasciati quando il flusso di energia eterica del tetraedro all’interno dell’atomo viene improvvisamente frantumato. Per un breve istante, i frammenti di energia frantumata che vengono rilasciati continueranno a fluire con le stesse proprietà geometriche/rotatorie che avevano quando erano fuse nell’atomo, ma in seguito si dissolveranno molto velocemente nell’etere.

Secondo il dott. Wolf la struttura fisica delle particelle deriva dal movimento di onde sferiche. Egli osserva come gli elettroni siano onde che si estendono all'infinito, mentre gli adroni esistono in una regione chiusa ad alta densità di onde ad alta frequenza analoghe alle onde all'interno di un tamburo o una sfera cava. Egli indica il modello di Gell-Man per accordare le risonanze dello spazio nucleare nella sua teoria ondulatoria delle particelle. Da ciò emerge una visione sempre più chiara di come tutte le manifestazioni siano l'espressione di onde geometriche vibranti, simile ai concetti della teoria delle stringhe.

Quasicrsitalli

Lo studio delle strutture non periodiche nella cristallografia porta innumerevoli interrogativi e la possibilità di andare oltre le tre dimensioni conosciute. Nella cristallografia classica un cristallo è definito come una struttura periodica tridimensionale di atomi, con periodicità traslazionale lungo i tre assi principali. È quindi possibile ottenere una struttura cristallina allineando celle elementari fino al riempimento completo dello spazio. Il cristallo presenta quindi una distribuzione periodica nello spazio delle particelle che lo costituiscono, caratterizzata da ordine a lungo raggio sia traslazionale che di orientazione. Infatti un cristallo può possedere solo certi tipi di simmetria perché vi è un limite al numero di modi in cui celle elementari identiche possono combinarsi a formare un solido. La ripetizione periodica traslazionale è compatibile solo con assi di rotazione di ordini uno, due, tre, quattro e sei ed esclude assi di ordine cinque o superiori a sei.

Il termine “traslazione” significa ruotare un oggetto specifico di un preciso numero di gradi, così una “traslazione ripetuta” significa che l’elemento strutturale di base (atomo o gruppi molecolari di atomi) che forma un cristallo può essere ruotato allo stesso modo più e più volte per formare lo schema ripetuto. Il termine tecnico per un accomodamento così regolare è periodicità, che significa che un cristallo è fatto di una “qualsiasi unità strutturale di base che si ripete infinitamente in tutte le direzioni, che riempie tutto lo spazio” al proprio interno. Quando un fascio di raggi X colpisce un cristallo, questi vengono diffratti in direzioni specifiche e in base agli angoli e alle intensità si può ottenere un’immagine con cui è possibile ricostruire la struttura tridimensionale del cristallo. Il modello di diffrazione prodotto da un cristallo possiede una simmetria e questa è in relazione alla simmetria del cristallo stesso.

Nel 1984 D. Schechtman pubblicò un articolo in cui dalla figura di diffrazione elettronica di una lega di alluminio-manganese ricavò la struttura di un cristallo con simmetria icosaedrica. Questo indicava che nel campione erano presenti piani reticolari, ma la simmetria quinaria mostrata non risultò compatibile con nessuna delle strutture periodiche tipiche dei cristalli e stava quindi a significare che non poteva essere un cristallo ordinario.

I quasicristalli hanno una simmetria rotazionale, dove la stessa unità è ripetuta di continuo, ma con una rotazione angolare. I quasicristalli sono forme strutturate sia ordinate che non periodiche. Formano schemi che riempiono tutto lo spazio ma mancano di simmetria traslazionale. Il termine e il concetto sono stati introdotti in origine per descrivere una disposizione specifica osservata in solidi che possono essere definiti in uno stato intermedio tra il cristallo e il vetro. Producendo la diffrazione di Bragg, condividono una proprietà con i cristalli, ma differiscono da questi perché mancano di una struttura che si ripete.

Nel campo della cristallografia e della fisica dello stato solido, la scoperta ha prodotto un cambio di paradigma che è una piccola rivoluzione scientifica. Le proprietà fisiche delle leghe quasicristalline sono state investigate anche teoricamente mediante la meccanica quantistica, con particolare interesse ovviamente nei riguardi del loro comportamento elettrico. Gli studi, condotti risolvendo l’equazione di Schroedinger applicata agli elettroni presenti nei solidi fruendo di supercomputer, hanno messo in evidenza che tali elettroni si muovono al loro interno in un modo più lento di quanto si verifica in un conduttore. Con l’avvento dei quasicristalli sono apparsi sia il dodecaedro che l’icosaedro, insieme ad altre inusuali forme geometriche, che in qualche modo completano la comparsa di tutti e cinque i solidi slatonici nel mondo molecolare.

Uno dei pochi modi per spiegare ciò è un microcluster. I termini cluster e micro-cluster sono generalmente utilizzati per descrivere aggregati di atomi che sono troppo grandi per essere considerati delle molecole, ma troppo piccoli per essere assimilati a porzioni di cristalli. Infatti, questi aggregati non hanno la struttura tipica della materia allo stato massivo. I quasi-cristalli non hanno più atomi individuali, ma piuttosto una struttura che si presenta come se gli atomi si siano fusi insieme in una unità attraverso l’intero cristallo.

Aspden afferma che i solidi platonici formati nell'etere si comportano come “cristalli fluidi”, cioè che si possono comportare come solidi e come liquidi allo stesso tempo. I vortici nell'etere sono la topologia attraverso cui questi cristalli fluidi funzionano.

L'atomo è semplicemente la disposizione geometrica di questi vortici. Ogni vortice corrisponde a quello che la fisica ufficiale chiama elettrone. Quando i vortici implodenti sono disposti secondo i solidi platonici, i gusci degli elettroni, i loro numeri quantici magnetici e il numero di elettroni nei gusci (2,6,10,14) emergono naturalmente dalle simmetrie di queste forme geometriche. Incastriamo i solidi platonici uno nell'altro per formare frattali e abbiamo un modello di atomo con diversi elettroni. Gli scienziati russi chiamano questi campi elettromagnetici implosivi “campi di torsione”.

Queste scoperte stanno sempre più andando verso una visione dello spaziotempo come un fluido che si articola in materia. Queste strutture si sviluppano come osservato da Fuller e il toroide è il flusso di etere all'interno del quale tali strutture circolano. La gravità quantistica usa i quasicristalli come spiegazione base. Se queste regole sono state osservate a livelli quantistici lo sono anche a livello macroscopico?

Vortici giganti

In fisica i polaritoni sono particelle di luce-materia che derivano dall’accoppiamento forte tra fotoni ed eccitoni in una cavità di dimensioni micrometriche con pozzi quantici incorporati. I loro componenti eccitonici danno luogo a interazioni forti polaritone-polaritone, generando non linearità. Il polaritone è considerata una quasiparticella, composta da metà luce e metà materia che si comporta come un condensato di Bose Einstein o superfluido anche a temperatura ambiente. Un superfluido si comporta come un fluido con viscosità zero. La viscosità zero è equivalente al moto perpetuo. La viscosità zero è una caratteristica del campo olografico, ma potenzialmente anche delle onde di torsione attraverso cui questo campo si organizza. Le onde di torsione hanno vorticosità simile ad un vortice. Gli scienziati cercano da molto tempo la superfluidità. Affinché la superfluidità si verifichi a temperatura ambiente, devono essere presenti polaritoni, quindi la configurazione sperimentale è più complessa. Tali fluidi composti da queste quasiparticelle, sono governati da strane regole della meccanica quantistica e hanno una restrizione particolare: un vortice in un fluido quantistico può ruotare solo per unità di numero intero, cioè può fare solo un numero intero di giri! Gli scienziati hanno cercato di creare grandi vortici in tali mezzi, che consentirebbero, ad esempio, di studiare la rotazione dei buchi neri.  I grandi vortici non erano stabili, fino ad ora. Gli scienziati dell'Università di Cambridge hanno scoperto un meccanismo teorico attraverso il quale grandi vortici quantistici possono formarsi e rimanere stabili. Secondo la teoria, modellare la luce liquida come un anello provoca un flusso costante verso l'interno sufficiente a concentrare qualsiasi rotazione in un singolo vortice gigante. Questo è notevole, poiché stiamo parlando di fenomeni di dimensione macroscopica che mostrano proprietà quantistiche! 

 Stiamo andando verso una nuova visione della realtà e delle regole fondamentali. La tecnologia derivante potrebbe rivoluzionare il mondo......

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venerdì 26 marzo 2021

Il potenziale della mente: il Dèjà vù


 Almeno una volta, nella vita di ogni persona, capita di sperimentare quel fenomeno chiamato Deja vù (già visto). Secondo uno studio questo è vero per più del 60% delle persone. Secondo esperti come il dottor Akira O'Connor, docente di psicologia presso l'Università di St. Andrews, il déjà vu non è solo un sentimento di familiarità, ma anche il riconoscimento metacognitivo che questi sentimenti siano “fuori luogo”, cioè non opportuni. Questo meccanismo è descritto come un senso di conflitto tra la familiarità imperante durante il dejà vù e la sensazione che sia un errore di percezione. I neuroscienziati hanno stabilito che questa illusione della memoria si verifica quando le regioni frontali del cervello stanno tentando di correggere una memoria imprecisa.

Sebbene non ci sia una spiegazione completamente concordata per ciò che accade nel cervello quando si verifica il déjà vu, la maggior parte dei modelli suggerisce che si verifica quando aree del cervello (come il lobo temporale) alimentano le regioni frontali della mente segnalando che un'esperienza passata si sta ripetendo. Le parti frontali del cervello che prendono le decisioni, effettuano un controllo per vedere se la memoria è effettivamente vera o possibile, forse dicendo qualcosa del tipo: "sono stato qui prima?"

Sulla questione sono nate una serie di teorie affascinanti come quella della non località dei ricordi o quella dei principi non lineari del tempo che descrivono rispettivamente il déjà vu o come una sintonizzazione con dei ricordi già avuti o come una possibilità di affrontare una dislocazione temporale dei ricordi.  L’interpretazione classica data da queste teorie, non tiene in considerazione alcune situazioni quantistiche presenti nel cervello. In pratica, quando partiamo dalla considerazione di un modello scientifico classico che afferma che tutto il tempo è lineare e tutta l'esperienza è lineare, limitiamo le nostre spiegazioni su ciò che potrebbe essere il déjà vu, a qualcosa che si adatta a quel paradigma.

Vediamo ora altre possibili interpretazioni del dèjà vu e delle sue funzioni!

·        Se vediamo la questione da un punto di vista olografico e incominciamo a capire che la rielaborazione della realtà è creata da una matrice elettrica anche l’interpretazione del dèjà vu assume un nuovo significato. Cerchiamo quindi di comprendere più a fondo la visione della creazione della realtà secondo la nuova fisica. Il comportamento quantistico del campo è di natura informativa e la mente è una funzione di campo olografico che comunica con il cervello. Il nostro sistema nervoso è visto come una rete composta da multi-cavità che interagisce con un dominio meta-cognitivo presente nella matrice spaziale o campo olografico. In questo sistema esiste una mente attiva ma separata dalla mente razionale in cui è possibile la creazione degli eventi come una sequenza elettrica strutturata che anticipa gli eventi stessi. Quando la mente accede a questo dominio meta-cognitivo la matrice spaziale genera l’immagine e la comunica al cervello. Quando si ha sovrapposizione tra l’immagine creata dalla matrice e la registrazione nel cervello dell’immagine come ricordo, sembra che ciò che sto vedendo sia ciò che sto ricordando, quindi qualcosa di già visto. Così attiverò tentativi di ridefinizione spaziale e temporale dell’evento stesso. In questa soluzione l’evento anticipato costituisce la percezione inconscia della sequenza temporale. In una forma più semplice se vediamo la mente come immersa nel coniugato di tempo/spazio descritto da Larson possiamo vedere il dèjà vù come un recupero del ricordo sul paesaggio temporale anticipato inteso da noi come futuro.

·        Molti associano il dèjà vù a fenomeni di chiaroveggenza.

·        Anne Cleary, ricercatrice presso la Colorado State University, ha invece una nuova teoria sul perché il déjà vu è accompagnato non solo da sentimenti di predizione, ma anche da un sentimento del "sapevo che sarebbe successo" un minuto dopo. Secondo tale teoria un pregiudizio “postdittivo” è la vera causa del dèjà vù. Vediamo cosa è emerso nelle osservazioni fatte in laboratorio: le persone che stavano avendo un déjà vu non erano in grado di prevedere effettivamente cosa sarebbe successo dopo. Quella sensazione predittiva, per quanto intensa, era solo una sensazione. Per testare questa teoria in laboratorio, Cleary ha immerso un gruppo di soggetti di prova in una scena simile a un videogioco creata nel mondo virtuale di Sims. Ai soggetti è stato chiesto se stavano vivendo un déjà vu. Successivamente, la scena virtuale veniva accuratamente cambiata anche con degli spostamenti imprevisti a sinistra o a destra. Ai partecipanti veniva chiesto se la scena si era svolta nel modo in cui si aspettavano. In un esperimento successivo, ai partecipanti è stato inoltre chiesto di valutare la familiarità della scena, sia prima che dopo la visualizzazione. Dopo aver analizzato i risultati, i ricercatori hanno scoperto che quando intensi sentimenti di predizione accompagnavano il déjà vu, emergevano i sentimenti di "postdiction" - che la persona riferiva, credendo di sapere quale particolare svolta sarebbe avvenuta. Ma l'esperimento è stato impostato in modo che fosse impossibile per loro saperlo. Il pregiudizio "Sapevo che sarebbe successo" era molto forte quando si verificava il déjà vu, e particolarmente forte quando la scena era classificata come molto familiare.

Anche se questi esperimenti mostrano una buona influenza delle credenze nel dèjà vù, ci sono dei dèjà vù che derivano da sogni o da stati di meditazione avanzata come il remote viewing che mostrano la possibilità della mente di cogliere una potenziale scena futura.

·        In uno studio (THE JOURNAL OF ALTERNATIVE AND COMPLEMENTARY MEDICINE Vol.10, Number1 e 2, 2004 “ROLLIN McCRATY, Ph.D. et al…,) 26 adulti, 11 maschi e 15 femmine di età compresa tra i 28 e i 56 anni, sono stati testati in due condizioni:

1) Condizione psicofisiologica normale di base senza l’utilizzo di alcuna tecnica meditativa.

2) I partecipanti attuavano la tecnica Hearth Lock In che induceva una coerenza fisiologica.

Ad ognuno di loro venivano fatte vedere 45 fotografie su un monitor di cui solo 15 provocavano uno stimolo emozionale. Il tutto veniva monitorato tramite battito cardiaco.

Conclusioni

a) Alcuni indicatori elettrofisiologici rispondono a stimoli emozionali che vengono dal futuro, prima che possano essere sperimentati consapevolmente.

b) Il nostro apparato percettivo continuamente fa lo scanner del futuro.

c) Risulta chiaro che una significativa decelerazione del battito cardiaco si ha in risposta a un prestimolo emozionale.

d) Questi studi non precludono la possibilità che altri organi o sensori del corpo umano possano rispondere al prestimolo emozionale prima che tale stimolo venga sperimentato consciamente, come evidenziato per il cuore e il cervello.

·        Uno studio olandese, pubblicato su Nature Communications dalla Radboud University di Nimega, ha scoperto i neuroni ‘Nostradamus’, capaci di prevedere il futuro. Si trovano nella corteccia visiva, che elabora le informazioni sensoriali provenienti dagli occhi, e sono in grado di anticipare gli eventi futuri (ad esempio la traiettoria di un’auto mentre attraversiamo la strada) basandosi sulle esperienze del passato. Una serie di calcoli in grado di riprodurre nella più piccola frazione di secondo una realtà che ancora deve realizzarsi.

·        I neuroscienziati dell'Università di Glasgow hanno dimostrato come il cervello umano può prevedere ciò che i nostri occhi vedranno dopo, utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI).

Questi studi ci fanno capire che le potenzialità della mente non sono ancora state comprese bene, tuttavia il dèjà vù in alcuni casi può aprire effettivamente il ricordo di una sequenza temporale già vista nel complesso mentale. Infatti se vediamo la differenza elencata da Larson tra spazio/tempo e tempo/spazio possiamo vedere come l’incarnazione si stia muovendo in un ambiente spazio/tempo dove la velocità è inferiore a quella della luce. La mente invece è presente nel tempo/spazio e quindi in grado di muoversi nel tempo alla velocità della luce. Quando la nostra parte razionale è in grado di accedere a tale regno di potenziali, anche per un istante, è possibile vedere ciò che è avanti nel paesaggio temporale. Averne un ricordo al momento della visione nello spazio/tempo creerebbe il dèjà vù.

Tu che dèjà vù hai avuto?

martedì 23 marzo 2021

La gravità quantistica obbedisce alle stesse leggi del DNA

 


In uno studio recentemente pubblicato dall’Institute FEMTO-ST CNRS UMR 6174, Università della Borgogna / Franca Contea, 15 B Avenue des Montboucons, F-25044 Besançon, Francia e Quantum Gravity Research, Los Angeles, CA 90290, USA  dal titolo “Gruppi finiti per la superficie Kummer: il codice genetico e un'analogia di gravità quantistica”  si discute di come la superficie di Kummer, utilizzata per descrivere alcune funzioni della gravità quantistica, sia utilizzabile anche per descrivere alcuni impaccamenti di DNA / RNA di alcuni complessi proteici del nostro codice genetico.

La teoria afferma che si può osservare un'analogia matematica tra il modo in cui DNA / RNA si organizzano e alcune teorie della cosmologia quantistica basate sulla dualità delle stringhe.

Nella teoria della gravità eterica questa correlazione è stata definita con la compressione di carica in sequenze geometriche di onde stazionarie in solidi platonici. La parte finale della sequenza vibrazionale, verso il dominio del vuoto, ha una forma dodecaedrica molto simile a quella assunta dal DNA nella sua compressione.

In un articolo medico, intitolato G-ball, Mark White propone che la tabella dei codoni del codice genetico segue la forma proprio di un dodecaedro pentagonale a 12 facce. Infatti ci sono dieci gruppi di fosfato-zucchero in ogni rotazione completa di 360° della spirale del DNA. La quantità di rotazione è quindi 360 diviso 10 che è 36° che corrisponde a metà rotazione del pentagono. I codoni del DNA sono esattamente 64 come la struttura di tetraedri che si avvicina al dominio del vuoto. Il codice genetico quindi si organizza in forma di tetraedri.

La gravità viene spesso definita come la funzione di una spirale di campo che si muove in sezione aurea. Inoltre esiste grande consenso rispetto al fatto che la geometria elettrica del DNA cellulare sia l'annidamento di un dodecaedro basato sulla proporzione aurea. In realtà l'impronta della proporzione aurea è stampata in tutto il DNA, quindi se aggiungiamo il punto di vista elettrico, secondo cui la proporzione aurea è la chiave della compressione costruttiva di carica (anche definibile come impacchettamento di memoria), cominciamo ad avere un indizio sulle più profonde funzioni del DNA rispetto alla gravità quantistica.

Le teorie di biologia quantistica hanno già descritto come i microtubuli neuronali e molti altri biopolimeri come il DNA possono formare onde solitoniche (onde spirali) in grado di produrre vari fenomeni di tipo particellare come i fononi e i condensati di Bose-Einstein. Ancora una volta, si tratta di una forma di comunicazione non classica bensì di una funzionalità quantistica all’interno del sistema biologico.

Lo studio sulla superficie di Kummer ha già messo in risalto come questa sia funzionale nella rappresentazione dell’elettromagnetismo. Anche per il Dna c’è stata ampia discussione sulla sua relazione con l’elettromagnetismo.

In quanto antenna fondamentale per le radiazioni elettromagnetiche, il DNA può ricevere la luce, trasdurla, elaborare una risposta e riemettere segnali elettromagnetici che avranno un effetto di modulazione molto definito su molecole specifiche o anche target extracellulari. Tuttavia, il DNA mostra anche un’organizzazione strutturale caratteristica delle antenne frattali, che consente alla molecola di ricevere e trasdurre energia di punto zero e di interagire più direttamente con il Campo. Queste forme di energia più impalpabili interagirebbero più direttamente con la coscienza, e in questo modo potrebbero influenzare tanto l’espansione quanto la contrazione della consapevolezza cosciente. Ciò significa che certe disposizioni modulari del DNA sarebbero più tendenti alla consapevolezza cosciente e quindi correlate al principio universale di singolarità.

Nel mio libro “Reiterazioni Infinite” ho correlato l’evoluzione interiore all’accesso nel dominio del vuoto che si esprime naturalmente nella formazione di una sfera di luce all’interno del cervello umano. Un altro recente studio del dott. Meijer esamina la prova della natura invariante di scala della coscienza in cui la geometria toroidale modella la coscienza a tutti i livelli frattali dell'universo e quindi anche la cognizione umana dove si esprime come spazio di lavoro olografico all'interno del cervello cioè un "orizzonte di eventi cerebrali". Questi studi ci fanno capire che il DNA nasce dal campo di punto zero nella sua fluttuazione quantistica così come tutto ciò che esiste. Il fenomeno della gravità è lo stesso che si ripete in ogni creazione.

lunedì 22 marzo 2021

Time entangled




 

Ultimamente nella fisica si parla tanto di entanglement quantistico. L’entanglement si riferisce alla connessione tra due particelle che viene mantenuta attraverso lo "spazio". Le ricerche della fisica dimostrano che è possibile averlo anche nel tempo. Questo fenomeno ha messo in difficoltà le menti di molti scienziati. Ma vediamo cosa c’è da considerare. Un team di fisici dell'Università Ebraica di Gerusalemme ha riferito nel 2013 di aver intrecciato con successo fotoni che non sono mai coesistiti. Precedenti esperimenti che coinvolgevano una tecnica chiamata "scambio di entanglement" avevano già mostrato correlazioni quantistiche nel tempo, ritardando la misurazione di una delle particelle entanglement coesistenti, tuttavia questo team è stato il primo a rilevarne l’effettività. I dati mostrano l'esistenza di correlazioni quantistiche tra fotoni "temporalmente non locali", il che significa che l'entanglement può verificarsi tra due sistemi quantistici che non sono mai coesistiti. Questo mette in difficoltà alcune teorie, è come se la luce che stai osservando adesso stia influenzando quella del lontano passato.

I fisici dell'Australian National University (ANU) hanno condotto un esperimento mentale basato sul concetto della scelta ritardata di John Wheeler , i risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista  Nature Physics.  Questo esperimento mostra che ciò che accade nel passato può influenzare il futuro e viceversa.

Nel 2007 ( Science  315 , 966, 2007), gli scienziati in Francia hanno sparato ai fotoni in un apparato e hanno dimostrato che le loro azioni potevano cambiare retroattivamente qualcosa che era già accaduto. Se tentiamo di attribuire un significato oggettivo allo stato quantistico di un singolo sistema, appaiono curiosi paradossi: gli effetti quantistici imitano non solo l'azione istantanea a distanza, ma anche l'influenza delle azioni future su eventi passati, anche dopo che questi eventi sono stati irrevocabilmente registrati. Questo apre alla possibilità di tecnologie in grado di comunicare con il passato, con il futuro, di poter cambiare gli eventi nel tempo ed altro, ma nella ricerca manca un pezzo fondamentale: la coscienza.

Una soluzione elegante possiamo immaginarla se applichiamo il concetto di tempo/spazio di Larson. Se consideriamo gli effetti della realtà come fenomeni di registrazione di campo possiamo immaginare come un movimento conosciuto come spazio/tempo sia in realtà in continuità al di là del tempo. Infatti il tempo/spazio ha delle regole fisse ma solo per la coscienza che vi transita all’interno con la stessa densità informativa. La realtà a livello di campo di punto zero lampeggia ad alta frequenza dentro e fuori l’esistenza facendola apparire e scomparire oscillando tra la forma e la sua assenza, innumerevoli volte ogni secondo, dando alla coscienza la sensazione del tempo. Il sistema che percepisce il tempo è in un paesaggio tridimensionale dove si trova a dover scegliere la direzione, ma per il punto centrale esiste solo un effetto di campo oscillante. Nella linea continua è come essere in un corpo quindi qualsiasi cosa cambi la linea in qualsiasi punto, cambia tutta la linea.

Percepire l’universo dal livello del campo unificato, significa capire che il campo unificato comprende tutto, tutta la creazione, che tutto il passato e futuro sono codificati olograficamente dentro il campo unificato; tutto lì esiste simultaneamente, inscritto nella struttura del vuoto.

Quindi niente paura avete fatto qualcosa nel passato che volete cambiare? Basta risolverla interiormente ora perché non esista più nel passato. Infatti se vediamo i feedback mentali che stiamo avendo nel qui ed ora sicuramente stiamo osservando gli effetti continui provenienti da quello che noi consideriamo passato e quelli che noi consideriamo futuro. Lavorando sul volume informativo interiore stiamo facendo una correlazione sulle oscillazioni quantistiche diluite in una linea del tempo, quindi stiamo processando co-influenze reciproche. Immaginate una parte di voi che medita ora sta risolvendo problemi nella registrazione del passato in un voi alle prese con una difficoltà. Questo lavoro è il segreto per aprire la porta sul momento presente un effetto quantistico dato da una correlazione di onde esperito da alcuni mistici…..

Cambio d'era una prospettiva sottile.........

L’ Effetto Flynn  è uno strano fenomeno che descrive l’aumento del punteggio del quoziente intellettivo medio ( QI medio mondiale ), in tutt...