sabato 22 aprile 2017

Violata la causalità locale


Uno dei suoi attacchi più famosi e che resistette più a lungo dando per molto tempo filo da torcere ai fisici quantistici fu il cosiddetto esperimento mentale EPR, dai nomi di coloro che lo avevano proposto nel 1935: Einstein, Rosen e Podolsky.
Gli autori  dimostravano in pratica che se si accettano gli assunti della fisica quantistica veniva automaticamente violato il principio di causalità locale oppure era necessario affermare che la teoria quantistica era incompleta.

Naturalmente il gruppo di fisici mirava a dimostrare che la teoria quantistica era incompleta dal momento che il principio della causalità locale è uno dei principi fondamentali della fisica. Il principio di causalità locale afferma che eventi distanti nello spazio non possono comunicare e quindi influenzarsi istantaneamente, senza alcuna mediazione.
Ora per la prima volta, i fisici hanno dimostrato sperimentalmente la violazione della causalità bilocale.
I risultati mostrano che è possibile violare la causalità locale in un modo completamente nuovo e più generale, che potrebbe portare ad una potenziale nuova risorsa per le tecnologie quantistiche.
Per determinare se la causalità bilocale si usa i test di Bell.

Per affrontare questo problema, il nuovo documento considera un nuovo tipo di disuguaglianza di Bell che faccia conto del fatto che le due fonti di stati utilizzati nell'esperimento sono indipendenti, il cosiddetto assunto di bilocalità. Vietando questo nuovo tipo di disuguaglianza di Bell, i ricercatori hanno per la prima volta violato la causalità bilocale, indicando la presenza di correlazioni non bilocali che sono completamente diverse da altri tipi di correlazioni quantiche.