martedì 25 ottobre 2016

Formazione DNA e spazio-tempo

Nell'analisi fisica del campo abbiamo visto come esso sia l'articolazione di un percorso di spin che conduce al punto zero.
La struttura a 64 tetraedri è la geometria seme di ciò che si avvicina crescendo in ottava alla struttura del vuoto. Il Dna umano ha una
proporzione  che si basa sulla sezione aurea. Una rotazione a 360° del DNA misura 34 angmstrong in direzione asse con una larghezza
della molecola di 20 angmstrong. 34 e 20 sono una proporzione di un rapporto aureo. La struttura geometrica del DNA è un dodecaedro che
si articola a scatti l'ungo una spirale. Questo è l'esatto sistema di formazione con cui funziona il campo unificato, le onde stazionarie che
produce la rotazione di compressione formano una matrice sequenziale di strutture geometriche platoniche.
Un recente articolo medico di Mark White, intitolato G-ball propone che la tabella dei codoni del codice genetico segue la forma proprio di un dodecaedro pentagonale a 12 facce. Infatti se osserviamo bene ci sono dieci gruppi di fosfato-zucchero in ogni rotazione completa di 360°
della spirale del DNA. La quantità di rotazione è quindi 360 diviso 10 che è 36° che corrisponde a metà rotazione del pentagono.
I codoni del DNA sono esattamente 64 come la struttura di tetraedri che si avvicina al dominio del vuoto, il codice genetico si organizza in forma di tetraedri.

Uno studio di Chi Ming Yang dice di aver trovato una struttura periodica nel genoma umano sottoforma di un ellissoide di forma icosaedrica. Nella struttura del campo il rapporto tra icosaedro e dodecaedro è lo stesso che si può immaginare tra un energia femminile e una maschile.  Combinando i due modelli otteniamo questo:

  E' come un contenitore a guscio che la struttura di campo usa per proteggere la risonanza geometrica della vita.
In realtà questo è l'esatto rapporto tra spazio-tempo. Il rapporto è legato alla sezione aurea in Phi elevato al quadrato per l'incremento della rotazione
phi al cubo per il raggio della rotazione...
Nel 1787 il giurista, musicista e fisico tedesco Ernst Chladni pubblicò "Entdeckungen ùber die Theorie des Klanges" (Scoperte sulla teoria dei suoni). In questa ed altre opere all'avanguardia Chladni, nato nel 1756 e morto nel 1829, pose le fondamenta di quella disciplina della fisica che avrebbe poi assunto la denominazione di acustica, la scienza del suono.
Uno dei successi di Chladni fu quello di escogitare un metodo per rendere visibile quello che le onde sonore generano. Con l'ausilio di un archetto di violino che sfregava perpendico­larmente lungo il bordo di lastre lisce ricoperte di sabbia fine, egli realizzò gli schemi e le forme che oggi vanno sotto il nome di "figure di Chladni".
Qual era il significato di questa scoperta ? Chladni dimostrò una volta per tutte che il suono di fatto influisce sulla materia fisica e che ha la prerogativa di creare schemi geometrici.
In questo modo Chladni dimostra che il suono, le vibrazioni, influisce veramente sulla materia e inizia a studiare a fondo l’argomento fondando una nuova scienza: la Cimatica.
Tuttavia fu solo nel ventesimo secolo che la Cimatica riprese grazie ad uno scienziato svizzero: Hans Jenny. Utilizzando le sofisticate apparecchiature moderne Jenny misurò, fotografò, sperimentò gli effetti delle vibrazioni sonore di ogni tipo sui più diversi materiali e scoprì che le forme create dal suono erano prevedibili.
Per esempio, determinati suoni corrispondono sempre alle stesse figure, inoltre, scoprì che acclamando i suoni di antichi linguaggi come il sanscrito o l'ebraico, le figure che si producevano, disegnavano il simbolo alfabetico che si pronunziava.
Scopri che se aumentava la frequenza, altrettanto accadeva alla complessità degli schemi; il numero degli elementi diventava maggiore. Se, d'altro canto, aumentava l'ampiezza, i movimenti diventavano ancor più rapidi e tumultuosi e potevano persino creare piccole eruzioni dove il materiale effettivo veniva scagliato in aria.
Le forme, le figure e gli schemi di movimento che comparivano si dimostrarono essere principalmente una funzione della frequenza, dell'ampiezza e delle caratteristiche inerenti ai vari materiali.
Ad oggi anche la cronodinamica quantistica si sta avvicinando al concetto di compressione in sezione aurea dei vortici. Secondo tale disciplina il campo è strutturato in un reticolo comprimibile cubico di onde stazionarie.
Il reticolo Schwarzschild è una definizione di questo campo nella formazione di micro-singolarità, dove il centro di ogni spirale è una cella del reticolo proprio come la nostra rappresentazione del campo unificato. Così acqua e carbonio sono la sincronizzazione geometrica di atomi che risuonano insieme all'interno di uno spazio reticolare geometrico tenuto sottopressione in bolle sferiche di gravità risuonando in schemi geometrici sempre più grandi(frattale). La pressione di confinamento dovuta al fenomeno della gravità legata alla compressione di campo in formazioni tetraedriche produce proprio una sfera Proprio come visto qui.