lunedì 15 febbraio 2016

Dal vuoto superfluido all'infinito intelligente.

Ad oggi la provocazione pensata di dare al campo unificato il nome di etere, sta avendo sempre più avvallamenti, abbiamo precisato più volte come la compressione ricorsiva e frattale dell'etere crei la gravità. Oggi a quanto pare la scienza ha fatto la scoperte delle onde gravitaizonali e si sono scatenate le teorie più disparate. Tuttavia l'etere viene chiamata “vuoto quantistico”, “materia oscura”, “flusso oscuro”, “gravità a loop”, “tassellature”, “triangolazione dinamica causale”, “universo come computer quantistico”, “vuoto superfluido” e così via, però non etere, è troppo fantasioso... c'è da ridere ragazzi.
Gli scienziati preferiscono chiamarlo vuoto superfluido, fa più figo ed è una parola che attira di più.
La caratteristica fondamentale di questo vuoto è l'accelerazione e si è elaborata una teoria nuova chiamata Vetri di Spin che, nella sua forma matematica, cela un meccanismo di auto-organizzazione dell’Universo basato sul modello neurale di John Hopfield.
Questo meccanismo attribuisce al vuoto la sua natura intelligente a causa della sua capacità di auto-organizzarsi....... così, ogni “azione” e “reazione” del vuoto è il frutto complesso di tutto ciò che è accaduto ad esso in passato, e costituisce una “ottimizzazione”, in termini di ordine ed energia, delle precedenti “reazioni”. Paragonare un modello neurale al vuoto quantistico sembra un assurdo, e lo è se non si comprende che il processo di auto-organizzazione della luce è lo stesso per il sole, la mente, e la natura e che tale processo richiede della compressione unigravitazionale di carica nelle misure della sezione aurea, che essendo ricorsivo è infinito e per sua natura intelligente quindi infinito intelligente..........