sabato 28 novembre 2015

Nuove conferme sull'Ipercubo

La rivista Classical ad Quantum Gravity ha pubblicato una ricerca in cui viene mostrato come nei pressi di un buco nero sia possibile osservare fenomeni geometrici come l'Ipercubo. Thorne, fisico teorico del Caltech ha riconosciuto l’importante valore del nuovo approccio per gli astrofisici. Sono state così condotte simulazioni con il codice Dngr che hanno orientato i ricercatori verso questa osservazione: vicino ad un oggetto cosmico che ruota rapidamente su se stesso, proprio come un buco nero, entrano in gioco entità geometriche caustiche. Queste proprietà “sono formate dalla concentrazione di curve che modellano le traiettorie dei raggi luminosi quando questi attraversano altri oggetti”. Queste dinamiche sono ampiamente spiegate nei libri pubblicati da noi, le curve che modellano le traiettorie dei raggi di luce sono i campi di torsione del vortice ad imbuto che scorre in un toroide, il modo di circolare del flusso di risonanza dell'etere si dispone in figure platoniche nello scorrere in una sfera. Nel libro "strutture armoniche e tecnologie naturali" chiariamo questo fenomeno in maniera abbastanza semplice. Tale realtà da vita a scenari da fantascienza. Se immaginiamo che l'Ipercubo è in realtà il movimento che correla in fase le facce di un dodecaedro possiamo ottenere quelli che nei film sono viaggi temporali se la possibilità che il viaggiatore senta il passare del tempo semplicemente inclinando un ipercubo di 90° gradi dalla linea temporale compressa. Nella fisica attuale eterica ogni punto del universo è un frattale, un mini buco nero quindi tal gioielli quantistici sono riscontrabili a diverse scale. rimanete sintonizzati per saperne di più.