lunedì 9 febbraio 2015

Dalla relatività alla compressione di campo.

La formula E=mc2 può essere vista oggi come l'espressione di una quantificazione: ovvero l'accumulo di inerzia da parte del processo di rotazione d'onda che oggi chiamiamo massa.
La rotazione fra le onde è l'unica misura che abbiamo mai avuto per la massa e per il tempo, la scoperta effettiva del fenomeno di torsione quindi consente di stabilire il meccanismo preciso che fa passare la la massa (rotazione) alle energia che diventa sempre più moto lineare.
La rotazione diventa ricorsiva e quindi infinita nella spirale aurea, il buco nero è un fenomeno compressivo quindi che si verifica a diverse scale ma ovunque.
Il termine relatività può essere oggi usato come differenza di velocità ma diventa un po' incompleto per descrivere la relazione tra massa e energia.
L'energia quindi è in grado di comprimersi senza essere distruttiva grazie alla rotazione nelle misure della sezione aurea diventando così massa.
La compressione d'onda in un punto è la forza centrante necessaria per stabilizzare la rotazione chiamata massa, questo forma un oscillatore centrale o un attrattore centrale che consente all'energia sotto forma di onda di ritornare al punto e ripartire.
Così definendo la massa come quella resistenza al cambiamento di posizione dato dalla rotazione è necessaria una legge simmetrica per descrivere perché e come le onde resistono al cambiamento.
Einstein affronto spesso questo problema chiamandolo il problema della compressione infinita non-distruttiva.
L'unica possibilità è quella in cui la carica sia in grado di accelerare oltre la velocità della luce tramite la compressione ricorsiva in un frattale.
In un campo unificato tutte le misure possibili sono distorsioni del campo ultimo, infatti se tutto irradia nel vuoto il vuoto è colmo ma è anche la parte più equilibrata del campo, quindi scarsamente misurabile.
Se le onde sono il movimento di questo campo allora la velocità della luce non è la massima velocità possibile bensì solo una distorsione del campo misurabile.
Le onde di torsione confermano questo, avendo una velocità superiore a quella della luce.
Tuttavia in un campo unificato il concetto di tempo e spazio e velocità, nonché movimento viene assai rivalutato in quanto non può esserci movimento né tempo né spazio bensì solo oscillazione del campo.
Questo concetto sembra andare fuori l'esperienza comune perché non è possibile vedere gli aggiustamenti compensativi nel campo ad ogni movimento.
Anche il concetto di energia va rivisto, infatti il movimento vorticoso a risucchio creato dalla compressione dà vita alla gravità quando va in sezione aurea perché è in grado di accelerare le onde non distruttivamente in un percorso di onde in fase.
La differenza di voltaggio e vorticità che si crea tra il nucleo in compressione e la periferia è una differenza tale da creare relatività nel campo unificato e quindi energia.
In questo meccanismo ogni cosa contribuisce a formare la gravità, ma essa è proporzionale alla concordanza armonica o innestamento frattale tra il suo nucleo e il suo vortice, in un atomo ad esempio tra nucleo ed elettroni che hanno una differente densità eterica per via della ricorsività d'onda, infatti è risaputo che la potente forza nel nucleo dell’atomo è esattamente dieci volte più potente della debole forza delle nuvole elettroniche, questo per via della ricorsività.
Quindi la chiave per il campo unificato è capire la geometria della compressione, le onde che usano le misure della sezione aurea sono in grado di accelerare, mandando una porzione dell'inerzia che crea la massa oltre la velocità della luce producendo il monopolio magnetico descritto da Einstein per spiegare la gravità.
La compressione geometrica avviene tramite un onda che collassa nelle figure dei solidi platonici nelle misure della sezione aurea ed ecco che la rotazione di un tetraedro e di un ottaedro sarà la dinamica torsiva di un fotone.