mercoledì 9 novembre 2016

Lo spostamento del polo.

Come riferito dall’Agenzia di Stampa RIA Novosti, un team di Geologi danesi e svizzeri  hanno suggerito che le onde (onde compressionali) del nucleo interno della Terra, influenzano i poli magnetici cambiando le loro posizioni.
E ‘interessante il fatto che, una volta ogni 450 000-1.000.000 anni, i poli nord e sud della Terra cambiano posizione, invertendosi l’uno con l’altro. La prova di questa teoria è stato trovata nella struttura dei vulcani di argilla e rocce di pietra.
Secondo la fisica della compressione di carica le onde sinusoidali ruotano fino a diventare ciambelle e costituiscono il vortice toroidale della fisica odierna.
A seconda di come queste ciambelle o tunnel gravitazionali di vortici a tornado vengono inclinati negli angoli di solidi platonici si ottengono gli elementi della tabella atomica.
Nella fisica dei toroidi la formazione rotazionale del tetraedro all'interno della sfera crea le simmetrie a 7 spin che a seconda della loro inclinazione sono i 7 colori dell'arcobaleno.
Quindi le 7 inclinazioni del tetraedro nel fotone provocano i 7 colori.
Nella vibrazione dei solidi platonici si è visto come ogni vibrazione sia una variazione nella forma dei solidi platonici.
Nell'introduzione alla fisica iperdimensionale si vede come siano stati rilevati i tetraedri all'interno di tutti i pianeti del sistema solare e che i loro vertici corrispondano a zone vulcaniche molto potenti.
L'aumento di energia causato dallo spostamento del Sistema Solare sta quindi ovviamente aumentando la compressione d'onda che entra nel sistema solare e di conseguenza l'accelerazione gravitazionale ma con essa anche la rotazione dei tetraedri del fotone.
In egual misura questo aumento di energia eterica si riversa nei nuclei planetari arrivando direttamente dal Sole che vibra più velocemente ed irradia nuove sequenze geometriche.
Il tetraedro della Terra ovviamente per adeguarsi all'aumento di tale energia assumerà una posizione con un’inclinazione diversa, proprio come un prisma viene ruotato per cambiare frequenza alle onde.
Così nella sua rotazione assume un’inclinazione nuova di ricezione di energia eterica, ed un’intensità di campo differente.
Questo aiuta a comprendere il perché dei grossi terremoti, che negli ultimi anni hanno fatto registrare un considerevole spostamento dell'asse.
Molti autori riportano come a causa del terremoto e del conseguente maremoto (tsunami) che si sono verificati il 26 dicembre 2004 nel sud-est asiatico la Terra abbia subito sicuramente cambiamenti di direzione e di velocità di rotazione,
così come sempre succede quando si hanno eventi di deformazione in porzioni consistenti della massa terrestre (quali sono appunto i terremoti).
Di ciò si sono occupati recentemente due ricercatori americani (B.R. Chao della NASA e R.S. Gross del Caltech) in un articolo apparso nel numero di gennaio 2005 (vol.86, n.1, pag.1-2) della rivista “EOS Transactions” dell’American Geophysical Union.
Queste variazioni vanno aggiunte a quelle che la Terra mostra normalmente. Si tratta di traiettorie caratteristiche descritte con varie periodicità dall’asse di rotazione terrestre, dette precessioni e mutazioni, e da variazioni di velocità di rotazione della Terra intorno al proprio asse, dette LOD (Length Of the Day) perché
provocano un cambiamento nella durata del giorno. Secondo i due ricercatori americani, il terremoto-tsunami di Sumatra avrebbe provocato una diminuzione della lunghezza del giorno pari a 2.68 milionesimi di secondo ed uno spostamento dell’asse di rotazione terrestre di circa 2.5 centimetri, in direzione 145°E,
corrispondente ad un’inclinazione di alcune frazioni di milionesimo di grado.
Il terremoto del Cile del 2010, per esempio, ha provocato uno spostamento dell'asse terrestre di 8 cm che si è tradotto in un accorciamento della giornata di circa 1.26 microsecondi, che diventeranno un minuto intero solo fra 130.500 mila anni. Il
cambiamento infatti è permanente, e si accumula diventando via via maggiore, ma con effetti che, come si vede, nella scala delle misure comuni hanno un impatto infinitesimo.
Il National Geophysical Data Center del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) raccoglie, dal 1590, le coordinate annuali del polo nord magnetico, derivanti dalle prime misurazioni ottenute dalle navi fino ad arrivare alle più
moderne tecniche di rilevamento. Se tracciamo lo spostamento che esso ha subito negli ultimi 420 anni qualcosa di anomalo balza tuttavia all'occhio. Dal 1860, lo spostamento dei poli magnetici è più che raddoppiato ogni 50 anni. Altro fatto
eloquente è che nel corso degli ultimi 150 anni, lo spostamento dei poli è stato nella stessa direzione.
Nel corso degli ultimi 10 anni, il polo nord magnetico si è spostato quasi la metà della distanza totale degli ultimi 50 anni!!! In altre parole, lo spostamento del polo magnetico ha evidentemente subito una accelerazione notevole. Secondo gli
ultimi dati l’attuale velocità di spostamento del polo nord magnetico è di circa 55 chilometri all’anno, mentre negli ultimi 10-20 anni il tasso di spostamento è stato da record tant'è che i primi problemi sono tangibili anche nella vita reale. Basti
pensare che alcuni aeroporti americani hanno dovuto modificare la numerazione delle piste, stante una differente orientazione magnetica. Stando alla direzione attuale, il polo nord magnetico si sta dirigendo direttamente verso la Russia. Ancora non si sa, il tempo probabilmente ci darà una risposta, ma al ritmo attuale, senza dubbio vi saranno effetti visibili in diversi sistemi (naturali ed artificiali).
Neanche a dirlo questa accelerazione avviene proprio nel periodo in cui il professor Dmtriev ha registrato un aumento di densità nel Sistema Solare, tuttavia la fisica dei toroidi ne dà un’ampia soluzione come una rotazione del tetraedro interno al
pianeta in una forma di vibrazione più veloce. Di conseguenza sarebbero i terremoti ad essere causati dallo spostamento e non il contrario. Attualmente la cartografia globale del campo magnetico terrestre mostra un forte minimo dell’intensità del campo in un’area, della grandezza di diversi milioni di chilometri quadrati
che si estende dall’America meridionale verso est a interessare una vasta regione di Oceano Atlantico meridionale. È la cosiddetta anomalia magnetica del sud Atlantico, una regione di considerevole attenuazione del campo magnetico terrestre rispetto al valore che si ha altrove normalmente a quelle latitudini.