domenica 13 novembre 2016

La grande unificazione

Fra tutti gli studi le condizioni che ci fanno capire come funziona l'universo stanno dicendo la stessa cosa ma paradossalmente usano termini, linguaggio e riferimenti diversi. In questo sito abbiamo ricavato la nostra bella rappresentazione partendo dalle onde di torsione, vediamo come la stessa cosa è ricavata usando riferimenti più famosi.
Cosa hanno in comune la teoria della relatività con la fisica quantistica? A sentire la fisica nulla o quasi, in quanto le leggi che riguardano la relatività propongono incongruenze con quelli delle fisica quantistica. Così le leggi della relatività vengono usate per il macro, mentre le leggi della fisica quantistica per il piccolo. Ovviamente la spiegazione sta nel fatto che entrambe le teorie sono incomplete, anche se gli esperimenti scientifici danno una certa esattezza per alcune zone di calcolo della realtà. Ci sono diversi punti in cui sono particolarmente distanti, uno di questi è il fatto che la relatività generale predice il suo stesso collasso in singolarità e la meccanica quantistica diviene priva di senso nelle vicinanze delle singolarità. La singolarità sembra essere la soluzione al nostro dilemma. Le recenti scoperte aggiungono una soluzione elegante, vanno solo uniti i puntini. Tenendo presente che la ricerca russa sulle onde di torsione, non viene inglobata in queste due teorie, vediamo cosa c'è di nuovo. Prima cosa da tenere presente è la scoperta delle onde pilota, che dimostrano che la casualità del moto delle particelle nella fisica quantistica non è corretta. Queste onde dimostrano che invece le dinamiche d'onda dell'universo seguono un particolare schema che ricaveremo dopo. In un documento  pubblicato di Nassim Haramein “Quantum Gravity and the Holographic Mass”, egli descrive una soluzione per il calcolo della gravità utilizzando unità di energia sferiche di dimensioni pari alla lunghezza di Planck (PSU), disposte nello schema del fiore della vita in 3D, secondo un approccio olografico generalizzato. In altre parole , lo spazio stesso sarebbe composto di discreti super minuscoli pacchetti di energia. Questi minuscoli pacchetti potrebbero essere pensati come i “pixel” che compongono l’universo e poiché non sono quadrati, ma sferici, in realtà sono chiamati “voxel” . Scoperta da Max Planck, la più piccola lunghezza misurabile, sarebbe pari a 1,616 252 × 10-35 metri. Nassim Haramein chiama questi minuscoli pacchetti di energia di Planck, Spherical Units ( PSU). Queste forme d’onda sferiche si sovrapporrebbero perfettamente per formare il fiore della vita in 3D come base strutturale dello spazio stesso. Utilizzando questi voxel universali ( Pixles sferici), Nassim avrebbe quindi calcolato quanti ne potrebbero entrare all’interno del volume di un protone rispetto a quanti sarebbero presenti sulla superficie esterna del protone stesso. Tale rapporto, una relazione geometrica, equivarrebbe al campo gravitazionale.
Il risultato è 1,68 x 10 a 34. valore della gravità.
Misurando le oscillazione della misura di Planck in un centimetro cubo di spazio hanno ottenuto la densità del vuoto pari a 10^94 gm/cm3 cioè 10 con 94 zeri, quindi il vuoto è pieno cioè il nostro campo unificato..
Recenti misurazione sui tunnel quantistici hanno sfatato la regola che la velocità della luce sia la massima raggiungibile. Dagli esperimenti risulta che la luce alle misure delle dimensioni di Plank accelera di una velocità compresa tra 1.5 e 1.7. Vicino a 1.618. Che cosa notiamo da queste misurazioni:
La costante che abbiamo è 1,616, 1,68, 1,618 ecc. tutte misure vicine alla misura della sezione aurea.
Prendiamo un punto di spazio, secondo al teoria di Haramein esso assorbe informazioni dal vuoto in modalità buco nero, come si condensano le informazioni nel buco secondo al massa gravitazionale? A 1,68, misura vicinissima al valore di sezione aurea moltiplicato per l'opposto della distanza di Planck. Cioè significa che le onde trovano una correlazione spaziale/informativa distribuendosi con la regola aurea. In pratica equivale a dire che la compressione di carica in un punto è la funzione gravitativa  di quel punto nella sua massima densità contenibile. Cioè assume la disposizione di tante misure di Plank disposte spazialmente. Questo è identico a quello che  abbiamo enunciato nei libri ed articoli qui presenti, ed è l'unificazione della gravità con l'elettromagnetismo.........Grazie alla sezione aurea......

Come vediamo qualsiasi teoria se opportunamente integrata ci porta alle stesse condizioni di descrizione, forse è arrivato il momento di unire le cose al di là del linguaggio......